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QUALE MUSICISTA?
Uno dei fattori più importanti per il miglior esito possibile del grande evento è senza dubbio (a prescindere dalla scelta azzeccata del partner…) quello musicale. Avete idea di cosa potrebbe accadere se i vostri gusti musicali non coincidessero esattamente con quelli dei vostri invitati? Credete davvero che la vostra adorata nonnina sia disposta ad ascoltare per cinque ore di seguito tutta la discografia dell'ultimo dj di grido, che pure piace così tanto alla sua nipotina? Qualche suggerimento potrebbe tornarvi utile per far sì che la colonna sonora del vostro matrimonio vi accompagni per tutta la vita. Iniziamo con la scelta del musicista, musicista professionista o dilettante? Molti sposi possono contare sull'aiuto di amici o conoscenti disponibili a occuparsi del sottofondo musicale in cambio di un lauto pasto o poco più. Da un punto di vista economico, ovviamente, ciò è ottimo, ma in questo modo perdereste tutto il valore aggiunto e l'esperienza di un bravo professionista. Un musicista di buon livello, infatti, non produce solo note, ma anche soluzioni a questioni apparentemente banali. Innanzitutto è in grado di organizzare l'evento dal punto di vista musicale: sa distinguere le due situazioni principali (cerimonia e ricevimento) e scomporle in tanti momenti diversi ma coerenti. Talvolta può peccare nell'esecuzione, ma non certamente nell'esperienza: potete affidarvi totalmente a lui nella scelta non solo dei brani, ma anche dell'atmosfera che volete dare al vostro matrimonio. E poi, chi meglio di un bravo professionista sa improvvisare nel momento in cui gli si propongono le richieste più assurde e variegate da parte di parenti dai 3 ai 100 anni? Non scegliete il musicista all'ultimo momento: è bene iniziare a prenotarne uno cinque mesi prima delle nozze. La SIAE è in agguato: non vale il discorso “se suonano i miei amici non professionisti non la pago”!! Scegliere i CD o gli Mp3 non è sempre la soluzione migliore: la filodiffusione del locale potrebbe non essere buona, il cd non è in grado di improvvisare né tanto meno di adeguarsi autonomamente al cambiare dell'atmosfera e della situazione, inoltre potreste avere difficoltà nel trovare un amico disponibile a fare il dj.
QUALE MUSICA?
La musica che accompagna la celebrazione di un matrimonio deve adattarsi all'atmosfera che gli sposi vogliono creare ma, allo stesso tempo, ha anche un valore che oltrepassa il semplice aspetto formale, diventando un messaggio, un simbolo e una chiave di lettura della cerimonia. Per creare atmosfera e armonia con tutto ciò che vi circonda, affidatevi, dunque, a dei veri professionisti. Wagner, Schubert, Vivaldi, Handel e Bach, sono degli autori mai passati di moda per sottolineare i momenti più toccanti della cerimonia, dall'entrata in chiesa della sposa, al momento della firma, all'uscita della coppia dalla chiesa. La musica non deve, comunque, trasformare l'intera cerimonia in un concerto interminabile: rischiereste di "affliggere" i vostri ospiti con una noia mortale. Cercate anche di non utilizzare della musica frastornante o strumenti a percussione che risulterebbero del tutto fuori luogo, visto l'ambiente in cui vi trovate. Sconsigliato, poi, "reclutare" amici cantanti o organisti dilettanti, soprattutto se affetti da manie di protagonismo e di "bis" non richiesti. Optare sempre per esecuzioni brevi che evitino al celebrante l'imbarazzo di dover aspettare la fine del brano per andare avanti nella cerimonia e che, soprattutto, non lo costringano a sgolarsi per farsi sentire. Per evitare di costruire un programma musicale eccessivamente melenso e ridondante, sottoponete i vari brani scelti ad una prova di ascolto, eseguendoli di seguito, nello stesso ordine previsto per la cerimonia. Non è detto, infatti, che musiche singolarmente bellissime e piacevoli, producano, una dopo l'altra, il medesimo effetto. Non distribuite nessun programma delle musiche ai presenti al rito: siete al vostro matrimonio e non in una sala concerto. Si tratta di una scelta poco elegante quanto inutile che rischierebbe di infastidire il celebrante: occorre privilegiare la cerimonia nei suoi aspetti religiosi e non in quelli "mondani". Tutt'altra , invece, è il caso di dirlo, per il ricevimento, dove potrete essere un po' meno rigidi e formali, ma sempre e comunque attenti al buon gusto. Molti sono predisposti per l'intrattenimento musicale, con palchi e impianti di amplificazione, e questo potrà agevolare non poco il lavoro degli artisti che chiamerete ad animare il vostro ricevimento. Per l'intera durata del ricevimento, si suggerisce un leggero sottofondo, per non disturbare la conversazione degli invitati specialmente, se ci si trova in uno spazio chiuso perchè, in tal modo, si costringerebbero i convitati ad alzare la voce per comunicare tra loro, compromettendo anche la serenità della festa a vantaggio di un'accozzaglia di voci che si sovrappongono. La musica , infatti, non deve essere mai un elemento di disturbo o di distrazione, dovendo essere sempre e soltanto gli sposi, al centro dell'attenzione. Il repertorio deve, comunque, presentarsi abbastanza vasto e variegato: dagli anni sessanta alla disco-music, passando per i motivi internazionali più conosciuti a quelli dei più famosi cantautori italiani. A fine pasto è consentito alzare il volume coinvolgendo i vari ospiti in una festa danzante, sulla scia di allegri balli e canti di gruppo. Latino - americano, balli moderni o il valzer, la polka, il paso doble la faranno da padroni.